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Territorio, 30.11.17

Una rete di spazi verdi per la città?

Il 92% della popolazione considera che, nella scelta del luogo di residenza, la prossimità di aree verdi e natura sia importante. L’incontro Salotti urbani: una rete di spazi verdi per la città – organizzato dall’i2a in collaborazione con il Dipartimento del Territorio del Cantone Ticino, con il sostegno della Federazione Svizzera Architetti Paesaggisti – ha offerto spunti di riflessione sulla presenza e lo sviluppo delle aree verdi pubbliche nelle città.

L’arch. Paolo Poggiati (Caposezione dello sviluppo territoriale, Dipartimento del Territorio, Cantone Ticino) ha sottolineato come l’obiettivo, a livello cantonale, sia quello di tendere ad una riflessione a livello di sistema urbano globale. I principali strumenti offerti ai comuni sono i documenti sviluppati che offrono una base di riferimento per la pianificazione e il sostegno ai progetti volti a valorizzare gli spazi verdi.

Per la Città di Lugano è intervenuto l’arch. Christian Bettosini (Caposezione Verde Pubblico) presentando una mappa di Lugano comprendente gli spazi attuali e le possibilità di sviluppo, che però spesso si scontrano con le difficoltà poste dalle infrastrutture esistenti. Il desiderio in futuro  - oltre che sul mettere l’albero al centro dei nuovi progetti - è quello di estendere le considerazioni ai benefici in termini economici che apporterebbe introdurre del verde in città, anche in vista degli importanti cambiamenti climatici che ormai sono osservabili anche alle nostre latitudini.

Infine l’arch. Giulia Vanni (Studio Heyraud, Neuchâtel) ha mostrato tre progetti realizzati dallo Studio Heyraud che illustrano come sia possibile arricchire, preservare e riqualificare gli spazi pubblici, migliorando la qualità di vita.

Dalla discussione è emersa la necessità di collaborazione sia a livello cantonale che comunale, tra i vari settori di competenza affinché la progettazione venga affrontata in termini di multidisciplinarietà considerando sia funzionalità che prospettive economiche, sia gli aspetti ambientali e paesaggistici.

Multidisciplinarietà che dovrebbe essere inclusa anche in ambito dei concorsi pubblici, in quanto solo l’unione delle competenze permette di sviluppare progetti che considerino le possibili soluzioni da un punto di vista integrale.

di Manuela Masone