Delirio 2

Interviste, 03.04.18

Incontro con Diego Willy Corna

Dal 6 all'8 aprile Diego Willy Corna, regista, attore e autore teatrale - fondatore e direttore della compagnia Concreta Teatro - presenterà al Teatro Foce lo spettacolo "Delirio a due" di Ionesco.

Come è nata la sua passione per il teatro? 

Desideravo tanto fare il doppiatore di cartoni animati senza sapere cosa significasse recitare. Questa mancanza si rivelò la mia fortuna: mi iscrissi a una scuola di teatro e del teatro mi innamorai, tanto da vincere una borsa di studio per la mia formazione. 


Immagine: Delirio a Due - Concreta Teatro

Come nasce uno spettacolo?

Le mie sono scelte istintive, amando i testi classici del teatro vengono spesso suggerite dai libri che leggo. Rileggendo Ionesco mi sono innamorato di Delirio a due e l’ho proposto agli attori. Succede quasi sempre così, spolvero un libro, lo rileggo in quinta con gli attori e poi invitiamo quelle pagine a calcare la scena per vedere come si muovono e come ci muovono. 
Delirio a due racconta l’assurdità dei conflitti in tutte le possibili declinazioni. Dal conflitto con se stessi, ai conflitti di coppia fino alle vere e proprie guerre. Il tutto si svolge nell’apparente intimità di una camera da letto. In questa commedia lo stile inconfondibile di Ionesco esplode in una serie di dialoghi deliranti tra  i protagonisti, un uomo e una donna. I testi teatrali restano magnifica letteratura finché non vengono disseppelliti dalla polvere, trascinati dalle quinte alla scena, dove a sipario aperto respirano una nuova vita, vengono riletti da corpi in prestito. Noi siamo quel corpo, quella nuova vita, il teatro.

Quale ruolo dovrebbe avere il teatro oggi? 

Preferisco interrogarmi su che tipo di teatro desidero vedere. Personalmente sento il bisogno di tornare ai testi classici. Mi piace che mi si raccontino delle storie belle e lo stesso voglio fare con le mie regie. Amo il teatro che non provoca per il gusto di provocare, avido di consensi o dissensi. Credo che presto i classici torneranno di moda e che saranno la fonte della vera innovazione delle arti.