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Territorio, 06.09.18

Presentata la nuova edizione del FIT Festival

Si aprirà il 26 settembre la ventisettesima edizione del Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, che in dodici giorni presenterà 12 spettacoli diversi, 4 eventi collaterali e 4 incontri con gli artisti.

Il festival, che ormai si muove in un contesto a tutti gli effetti internazionale, anche quest’anno svilupperà un tema che incrocia politica e biografia, la Storia con la “S” maiuscola e le vicende personali. Le performance avranno come focus le grandi rivoluzioni politiche (non a caso a cinquant’anni di distanza dal 1968) e le piccole rivoluzioni interiori, poiché, come afferma la direttrice artistica Paola Tripoli, “solo i gesti personali possono realmente cambiare le cose”.

Apre il festival lo spettacolo “Avevo un bel pallone rosso” (Svizzera) che, dopo otto anni dalla prima messinscena vincitrice del premio Riccione nel 2009, viene rielaborato da Carmelo Rifici e Angela Demattè. Un intenso dialogo tra padre e figlia, la bambina Margherita, che sarà conosciuta da tutti come Mara Cagol, una delle fondatrici delle Brigate Rosse.

Tra le proposte da non perdere viene citata la produzione franco-marocchina di Mohamed El Khatib “C’est la vie” che “più che uno spettacolo, è un’esperienza” (sempre a detta di Paola Tripoli). In scena ci sono due personaggi apparentemente molto “lontani” che sono però accomunati dalla perdita di un figlio (purtroppo, perfino nella vita vera).

Degno di nota anche la pièce “Clean City” dei registi greci Anestis Azas e Podromos Tsinikoris, un docu-teatro che dà voce a cinque donne immigrate che svolgono la mansione di signore delle pulizie, timorose di un altro tipo di “pulizia” che si sta verificando a seguito della crisi greca.

Meritano una menzione speciale anche i cinque spettacoli in programma al Teatro Foce: “Parla con mia madre”, per la regia di Roberto Corradino della compagnia Reggimento Carri (Italia), una commedia dolorosa che celebra il ricordo di una mamma. Saranno poi presentate quattro produzioni appartenenti alla sezione Young&Kids tutte di nazionalità italiana. “Cappuccetto Rosso”, la popolare fiaba riproposta attraverso la danza carica di simboli e metafore della vita, “Baby Terra”, una storia per piccolissimi che parla della nascita del nostro pianeta, “L’universo è un materasso”, che filosofeggia sul Tempo e sulle grandi domande che noi tutti ci poniamo, e “Ali”, un incontro tra un uomo e un angelo, messo in scena da una compagnia di attori normodotati e in situazione di handicap.

Mantenendo la linea delle scorse edizioni, il FIT propone anche diversi spettacoli di danza, tra cui non si può non citare “EXP:je voudrais commencer par sauter” la prima produzione della ticinese Francesca Sproccati.

Anche quest’anno gli spettacoli ed eventi collaterali saranno dislocati in diversi spazi noti quali il LAC, il Teatro Foce, la Sala Aragonite di Manno (che torna dopo un anno “di pausa”) ai quali si aggiungeranno delle nuove location come lo Spazio 1929, il cinema Lux Art House di Massagno, la Libreria del Tempo di Savosa e il ristorante Bee Mauri.

Parallelamente agli spettacoli, numerosi sono gli eventi collaterali: le proiezioni cinematografiche, gli incontri con il filosofo Bruno Milone (che affronterà Sartre, Arendt e Esterhàzy), i workshop con Enzo Cosimi e Mohamed El Khatib, la lectio magistralis con Carmelo Rifici, le dirette radio con un gruppo di giovani promosse da Radio Gwen e le cene tematiche-culturali.  

Maggiori informazioni: www.fitfestival.ch


Alice Di Gloria