Touch

Interviste, 24.04.19

Incontro con il coreografo Filippo Armati

In vista della Festa Danzante che si terrà in Ticino dal 2 al 5 maggio e in particolare il 4 e 5 maggio a Lugano, abbiamo incontrato il coreografo Filippo Armati.

Raccontaci il tuo percorso. Come è nata la tua passione per la danza?

Il movimento è sempre stato una necessità per me, ho praticato molto sport e la danza in ogni momento in cui era possibile. All'inizio, grazie ad una ragazza, ho praticato rock'n'roll acrobatico. Poi ho scoperto la danza contemporanea, ed è nata una passione che non mi ha più lasciato. Il movimento è l'essenza per essere in contatto con il mondo, per avvertire l'energia vitale e sentirsi vivi.  

Oltre all'aspetto creativo, sei impegnato nell'organizzazione di eventi culturali multidisciplinari e in particolare sei il direttore creativo del Performa Festival (in corso fino al 28 aprile). Come è nata questa manifestazione? Perché credi sia importante il dialogo tra le diverse forme espressive?

Al mio rientro in Ticino, dopo 20 anni di studi, vita e lavoro all'estero, la situazione culturale in Ticino era desolante. Manifestazioni 'calate' dall'alto, operatori culturali emarginati, competenze artistiche nelle scuole della regione amatoriali. Il Performa festival è stata una risposta ad una necessità: la mia necessità di vivere in un contesto sano, aperto e professionale che potesse creare reti in Svizzera e all'estero. Vedendo quanto sono cambiate le cose in ambito culturale, mi viene da pensare che forse un piccolo impulso al cambiamento, l'abbia dato anche Performa. Moltissimo resta ancora da fare per migliorare la situazione. Il primo passo per il cambiamento è una rimessa in discussione sul ruolo delle istituzioni ticinesi in rapporto agli operatori del settore, che si dedicano così tanto alla causa, rimanendo spesso inascoltati. Questo purtroppo anche quando si raggiungono risultati straordinari con le poche risorse messe a disposizione. Bisognerebbe riflettere sui criteri con cui le risorse vengono ridistribuite.


Foto: Performa Festival 2019 ©Rasha Bedhiafi 

Perché credi sia importante il dialogo tra le diverse forme espressive?

La creatività, l'intelligenza, la capacità di riflettere su aspetti del mondo, della realtà, della società e dell'individuo, non hanno limiti di genere. Sicuramente la lingua ha dei limiti, che qualsiasi altra forma di espressione può colmare, per questo danza, arti visive, musica composta, teatro di ricerca, progetti video, progetti originali e qualsiasi idea da qualsiasi settore, trova una piattaforma in cui può essere accolta e condivisa.  

Alla Festa Danzante presenterai insieme a Maria Vlasova la performance Touch. Puoi darci qualche anticipazione?

Se vuoi capire qualcosa di te che abbia a che fare con la tua intima essenza, approfitta di questa proposta. Noi fungeremo da mediatori, invitando lo spettatore ad entrare in contatto (touch) con sé stesso, attraverso le energie che capteremo, elaboreremo e cercheremo a ritrasmettere di ritorno.

 

di Manuela Masone