Balerhaus  danielafranco

Interviste, 30.04.19

Incontro con il Teatro della Contraddizione

In vista della Festa Danzante che si terrà in Ticino dal 2 al 5 maggio e in particolare il 4 e 5 maggio a Lugano, abbiamo incontrato il Teatro della Contraddizione.

Come è nata la Compagnia? Quale visione vi accomuna?

Il Teatro della Contraddizione nasce nel 1991 da alcuni studenti dell'Accademia d'arte drammatica Paolo Grassi di Milano. Una scuola all'avanguardia in un periodo in cui il teatro ufficiale italiano era poco interessato ai nuovi linguaggi. Quando ci è stato chiaro che il mercato teatrale avrebbe distrutto quella pulsione alla ricerca che ci aveva avvicinato all'arte, abbiamo fondato il Teatro della Contraddizione. La direzione artistica di Marco Maria Linzi ha sollecitato il nostro percorso mettendolo continuamente in discussione, in una visione evolutiva che non si è mai fermata ai risultati dell'oggi per rimetterli sempre in gioco, perché la società cambia e non si può far finta, arroccandosi nel proprio metodo, che questo non accada. Anche e soprattutto quando il metodo sviluppa visioni importanti, così come è accaduto nel 2009 quando il nostro Teatro ha vinto il premio per il miglior spettacolo prodotto a Milano e la miglior regia tra tutti i teatri della città, abbiamo cambiato direzione.


Balerhaus ©Francescowebnet

Alla Festa Danzante presenterete Balerhaus, uno spettacolo che coinvolge il pubblico attraverso il ballo popolare, aperto a tutti... ma proprio a tutti. Potete parlarcene?

La realtà di Balerhaus - che coinvolge in questo viaggio unico e originale la compagnia di danza contemporanea Sanpapié condotta da Lara Guidetti - è figlia di un percorso che da sempre si interroga sulla ricerca del giusto rapporto tra artisti e pubblico, nasce dalla voglia di far incontrare danza, teatro, poesia, musica e ballo nello stesso evento.
Perché il rito accada è proprio necessario questo “tutti”. Con questo “tutti” intendiamo quelli che sanno ballare e quelli che non sanno ballare. Una delle istruzioni principali è quella di apprendere da noi un paio di passi e abbandonarsi allo spirito del ballo, danzando il proprio valzer, la propria polka, senza preoccuparsi del risultato.
Momento importante di Balerhaus è l'apporto dell'arte. Tutte le incursioni artistiche tra danza, teatro, poesia, musica, tutto ciò che improvvisamente accade e che va a rompere, deviare il ritmo del ballo, dà la possibilità di agganciare alla serata un colore, un immaginario, crea una sorta di atmosfera, di mondo attorno all'evento. Inoltre c'è un nuovo modo di usufruire dell'arte: gli attori e i danzatori, sono sullo stesso piano del pubblico.


Balerhaus ©Laura Caligiuri

"Quando la vita si maschera, l'arte va in cerca della vita"... è questo il ruolo dell'arte? Dare significato alla vita?

Le funzioni dell'arte sono molteplici, tante quante sono le necessità dell'essere umano, e cambiano a seconda del contesto in cui nascono e si sviluppano. L'arte mostra la faccia nascosta della luna: a seconda della morale dominante l'arte fonda la sua immoralità, crea un disequilibrio che consente di sapere cosa c'è dall'altra parte delle nostre scelte morali, senza affermare in maniera definitiva cosa sia giusto o sbagliato. Per lo più provoca, mette in contraddizione, non sistematizza né indottrina, non cerca il consenso, chiama l'attenzione della società, non per governarla ma per chiedere se il punto di vista che la regge è ancora valido e condivisibile. Sta poi al singolo e alla sua comunità raccogliere questa provocazione e chiedersi cosa sia realmente necessario oggi. L'arte dà spazio al mondo dei pensieri che non si osano pensare, alle intuizioni che abitano nascoste, chiuse dall'idea di essere i soli a percepire quella realtà. La funzione dell'arte è oltrepassare le convenienze, i pensieri comodi, così da portare alla luce stimoli, sguardi inaspettati su se stessi e su gli altri, punti di vista che interrogano e non rispondono. La risposta è politica, la domanda proviene dall’arte.

Foto in alto: Balerhaus ©Daniela Franco

 

di Manuela Masone