Play tecnologiafilosofica 8

Interviste, 22.07.19

Incontro con Marco Amistadi della Compagnia Tecnologia Filosofica

In occasione del Family Festival di LongLake −  che dal 3 al 28 luglio propone eventi gratuiti e giochi per tutte le età al Villaggio Family presso il Palazzo dei Congressi di Lugano − abbiamo incontrato Marco Amistadi, del collettivo Tecnologia Filosofica.

Mercoledì 24 luglio alle 18:00 al Palazzo dei Congressi, presenteranno lo spettacolo multimediale Play, destinato ai bambini dai 2 anni.

Lo spettacolo che presentate a Lugano, è destinato ai più piccoli. Come è nato?
Play è una commissione del festival internazionale MITO Settembre Musica, coprodotto da Unione Musicale e Rivoli Musica. Si tratta di realtà che agiscono principalmente in ambito musicale, da qui l'idea di realizzare uno spettacolo basato interamente sul linguaggio sonoro. Non uno spettacolo con musica, ma un lavoro in cui la musica è protagonista assoluta. Abbiamo rivolto il lavoro ai bimbi più piccoli, dai due anni in su. Volevamo che tutti, ma proprio tutti, potessero partecipare al nostro concerto-spettacolo, che chiunque fosse messo in grado di interagire e suonare assieme a noi. Così abbiamo iniziato a pensarci e, dopo mille tentativi, si è trovata una soluzione. Abbiamo creato i Qbot, cubi interattivi traslucidi di 50 cm per lato, leggeri e trasportabili, che se percossi pulsano di luce e producono suoni. Sono stati pensati a misura di bimbi e hanno permesso la realizzazione di una performance per l'infanzia dedita interamente all'interazione sonora. Attraverso di essi i bambini possono suonare e giocare con gli interpreti, e per questo definiamo Play uno spettacolo musicale interattivo.

Quanto è importante coinvolgere i piccolissimi in un viaggio attraverso la fantasia?
I bambini, in particolare i piccolissimi, sono golosi di esperienze. È naturale, visto che devono imparare tutto da zero. Quello che per noi adulti è banale per loro è una novità assoluta. Anche per questo le reazioni dei bambini sono differenti da quelle degli adulti. Grandi e piccoli valutano diversamente le stesse esperienze e, attraverso quelle considerate importanti, il bagaglio di vita di ogni bimbo si forma piano piano.
La creatività, che è una ricchezza inestimabile, fa parte di questo bagaglio e per farla crescere ci vuole la fantasia. Per questo è importante coinvolgere i piccolissimi, con il teatro o altri mezzi espressivi, in viaggi attraverso l'immaginazione.
Nel caso di Play poi, la creatività che si veicola è particolare. Lo spettacolo è un continuo gioco nel quale il piccolo pubblico entra in contatto con la materia sonora; i bimbi ascoltano, creano e manipolano la musica attraverso i cubi. Questi oggetti sono concreti, poiché si toccano, si colpiscono, si spostano, ma la musica che producono rimane astratta. Così, l'unione tra concreto e astratto, tra reale e fantastico, conduce per una strada creativa stimolante e assai particolare. 

longlake.ch
tecnologiafilosofica.com

di Manuela Masone