Garutti bassa

Divisione Eventi, 02.08.19

Alberto Garutti, ospite di LongLake Festival

“Un’opera d’arte può considerarsi tale solo quando la si rende pubblica”

Alberto Garutti, ospite della nona edizione di LongLake Festival, ha dialogato – in un incontro moderato da Olmo Giovannini – sulla relazione tra arte e spazio pubblico. L’artista, che vive e lavora a Milano, è tra gli artisti di riferimento dell’arte contemporanea italiana e esponente di rilievo dell’Arte pubblica. Tra le sue opere più note, Ai nati oggi, finora realizzata in 9 città fra cui Roma, Istanbul  e Mosca. In un’area pubblica della città (una piazza, un ponte, una strada), la luce dei lampioni si intensifica ogni volta che nasce un nuovo bambino, grazie ad un sistema collegato al reparto maternità di un ospedale cittadino.

Lavorare nello spazio pubblico, significa  per Alberto Garutti, mettersi al servizio della realtà cittadina attraverso l’ascolto della sensibilità dei cittadini, creando un’opera dal basso impatto ambientale e mantenendo dei costi relativamente bassi. Occorre entrare in un rapporto dialettico con l’istituzione e i cittadini ed è proprio questo dialogo che produce una nuova visione. Nello spazio pubblico è l’arte ad andare incontro alle persone, mentre in un museo avviene l’inverso: sono le persone che incontrano l’arte. Una segno caratteristico di Garutti è la frase collegata a ciascun opera che non serve a descriverla ma spesso rappresenta il suo legame con il territorio o è dedicata a coloro che ne fruiranno:

“Quest’opera è dedicata alle ragazze e ai ragazzi che in questo piccolo teatro si innamorarono” (Teatro di Fabbrica, Peccioli - PI, 1994-1997)

“Quest’opera è dedicata a chi passando di qui penserà alle voci e ai suoni della città” (Porta Nuova- Garibaldi, Milano 2009-2012)

In alcuni casi è la frase stessa a costituire l’opera, come nelle incisioni che si trovano in diverse stazioni e aeroporti (fra cui quello di Lugano): “Tutti i passi che ho fatto nella mia vita mi hanno portato qui, ora”.

Un’altra opera che mostra il particolare legame con gli abitanti del territorio in cui si situa, è quella realizzata a Trivero, dove sono state realizzate numerose panchine sulle quali sono collocate delle sculture  che ritraggono i cani appartenenti alle famiglie del paese.

Per l’autore l’opera è tale solo quando si nutre della relazione con gli altri ed è costituita dal sistema di relazioni che innesca.

www.albertogarutti.it
www.longlake.ch

di Manuela Masone