Spiaggia

Territorio, 07.08.19

Spiaggia… sì. Ma quale spiaggia?

L’intervento alla cerimonia di Capodanno di Andrea Petralli, direttore della fondazione Möbius, ha fatto discutere negli scorsi mesi. La proposta di realizzare una spiaggia sul lungolago di Lugano ha da subito incuriosito, forse anche perché decisamente fuori stagione,  e attraverso i media la discussione è proseguita, coinvolgendo numerose voci.

Ieri sera, in una Sala Tami gremita, una nuova tappa si è tenuta attraverso l’incontro dal tema “Questa spiaggia s’ha da fare?”, organizzato dalla Biblioteca cantonale di Lugano, con il CERDD e la Fondazione Möbius.

Il primo intervento della serata, moderata da Stefano Vassere, è stato proprio di Andrea Petralli, che si auspica il passaggio da ciò che aveva presentato come un sogno, ad una discussione dal carattere più tecnico sul progetto.  Il successo di Lugano Marittima e della spiaggia pubblica Eaux-Vives realizzata a Ginevra mostrano come i tempi siano maturi per una riflessione in merito.

La presentazione di Urs Lüchinger, geologo e presidente di Federpesca Ticino, ha sicuramente avviato una riflessione più tecnica. Lüchinger grande conoscitore dei fondali del nostro lago, ha riflettuto sulla fattibilità tecnico-geologica in base alla conformazione dei tratti del lungolago. Le zone in cui la pendenza bassa, favorirebbe la realizzazione di una spiaggia sono il tratto che va da piazza Rezzonico alla fine della via Nassa e quello di Riva Caccia. La realizzazione di tratti di spiaggia sarebbe benefica inoltre all’ecosistema del lago.

Quella di Luca Gambardella, direttore dell’IDSIA, è invece la visione di chi è abituato ad immaginarsi il futuro, un futuro abitato da una tecnologia che facilita l’organizzazione della città e la vita dei cittadini. Al tempo stesso l’idea, precorsa dall’architetto Mario Botta, di restituire alla popolazione un lungolago in modalità pedonale, dovrebbe essere considerata, permettendo di affrontare il tema nella sua globalità e non unicamente in termini di “spiaggia sì, spiaggia no”.

Per Andreas Kipar, architetto paesaggista, fondatore e direttore di LAND, studio internazionale di architettura del paesaggio, occorre considerare i cambiamenti in atto e in particolare la ricerca di un nuovo rapporto delle persone con la natura, caratteristico del nostro tempo. La riappropriazione dello spazio pubblico è un’altra tendenza importante, che deve essere considerata mantenendo presente l’equilibrio tra natura e spazio pubblico. Kipar propone di considerare la zona nel suo insieme (dalla Foce al San Salvatore) considerando un unico waterfront con un’unità d’insieme ma che può contemplare zone fra loro diverse.

L’idea di riva lacustre naturale, sulla base di quanto già realizzato alla Foce e lungo il Cassarate, per il sindaco Marco Borradori sarebbe da privilegiare, rispetto ad una spiaggia unica che incorrerebbe nel rischio di banalizzazione. Quello di una strada sotterranea per restituire il lungolago ai pedoni, non gli pare adeguato ad oggi ma piuttosto si potrebbe considerare una strada dinamica, con limitazione d’accesso in determinati momenti. Il Municipio ha richiesto uno studio di prefattibilità riguardo al lungolago che si estende anche al centro città, che verrà presentato prossimamente. Ciò dovrebbe favorire la riflessione e dar modo più avanti di aprire un concorso.

Fra il pubblico, che ha potuto intervenire a fine serata, le opinioni divergono e ciò sembra essere un'anteprima delle discussioni future. Anche se la più parte considera che le sponde del lago dovrebbero essere rese maggiormente accessibili, il dibattito sul tipo di spiaggia è aperto.

di Manuela Masone