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Territorio, 03.09.19

I giorni del non amore

Editoriale di Paola Tripoli, direttrice artistica del FIT Festival Internazionale del Teatro e della scena contemporanea, sulla nuova edizione che si terrà a Lugano dal 24 settembre al 6 ottobre.

Dedicato a Vania e al suo animo
che ha sempre guardato il mondo
con gli occhi dei poeti.

Non lontano, all'orizzonte, imperversa la furia dei nazionalismi, dell’antidemocrazia, della globalizzazione, dell’emergenza ecologica. Sono giorni senza poeti. Giorni in cui il sonno della ragione genera mostri.

I lupi ritornano sulle Alpi per cercare la salvezza. Eppure nessuno pare preoccuparsene. Si additano loro come bestie selvagge e portatrici di morte e distruzione, mentre in quella parte del mondo "fortunata" e votata al capitalismo, l'uomo ha iniziato un viaggio negli inferi.

Quelli che se ne preoccupano e provano ad argomentare vengono raggiunti da parole sbeffeggianti da governanti che hanno perso il senso dello Stato, da un "popolo" rabbioso e incurante del disfacimento di valori e umanità. Niente e nessuno ha il potere di riportare la ragione agli stolti. Mentre il mondo si riempie di macerie.

Questo e un tempo in cui i signori del potere negano l'effetto serra; riducono in povertà i propri popoli; riprendono ad uccidere le balene; negano colpe antiche e sfruttano come schiavi d'estate, in campagna, gli "uomini neri"; generano nei nostri figli l’alienazione tecnologica; calpestano i diritti dei lavoratori; rimpinzano di soldi le multinazionali nascondendosi dietro la globalizzazione; lasciano morire di fame popolazioni intere ma rubano le loro ricchezze; mostrano rosari e invocano la madonna per un pugno di voti.

Il mondo sta bruciando e i nuovi Dei, la violenza e il potere, le due parole che legano insieme la visione del FIT 2019, vanno a mille all'ora.

L'ultimo rivoluzionario rimasto e l'emissario di Dio sulla terra, un Papa che, in questo mondo senza amore, viene sbeffeggiato da questi Dei che millantano benessere e giustizia e viene messo alla berlina anche da quelli che si ritengono cattolici.

In un'intervista Jens Hillje, artista e studioso (Leone d'oro alla carriera per il teatro – Biennale di Venezia 2019) parlava di Politik der Blicke ovvero "politica dello sguardo". Sguardo, prospettiva, vista, come guardi le persone, come si guarda a certi temi. Hillje: “come le persone si guardano a vicenda definisce il modo in cui si costruisce la società. Cambiare il loro modo di pensare, anche se di poco, e la base di un pensiero politico”.

Il nostro sguardo sul mondo rimane quello dei bambini, che possono rubare la marmellata, ma non smettono di dire la verità. Non smettono di fantasticare e produrre poesia. Ci facciamo intermediari e proviamo, con l'aiuto degli artisti che con noi hanno scelto questa strada, a scoperchiare il vaso delle menzogne. Quelle che si consumano in famiglia, nei silenzi omertosi, nelle metropoli tutte luccichii e paillettes, nella storia non così lontana della Spagna franchista.

Lo fanno Renato Cuocolo e Roberta Bosetti/Iraa Theatre dando voce ad Alice Munro e a uno dei suoi racconti più surreali. Rabih Mroué, libanese, esponente di spicco di quel filone chiamato "performance forense" che svela le lacune tra eventi e i loro documenti o la mancanza dei documenti. In Sand in the eyes ritorna a parlare di Isis e della loro capacità di attrazione ma esamina anche politiche e dinamiche sociali. Con i Rimini Protokoll, collettivo svizzero/tedesco, tra i grandi protagonisti del teatro contemporaneo, parliamo di Cuba sessant’anni dopo la rivoluzione. Le storie delle famiglie di alcuni giovani ragazzi cubani, sono intervallate da domande fondanti sulla situazione politica e sociale di oggi.


The Congo Tribunal - Milo Rau

E poi due film per raccontare due guerre, la violenza e la loro stupidita. Milo Rau che fa del suo film sul Congo il ritratto svelato di una delle piu grandi e sanguinose guerre economiche della storia dell'umanità. Lola Arias, argentina, con quella che nel '82 l'Argentina e la Gran Bretagna combatterono: la guerra delle Malvinas / Falkland.

Contro i nuovi Dei che vanno a mille all'ora, Yasmine Hugonnet con la sua danza dolce, si lascia andare a evocazioni, posture ed emozioni. E il tempo si dilata, si moltiplica, con umorismo e una delicata stranezza. Boris Nikitin ha il coraggio di “negoziare” la sua biografia. La malattia di suo padre e la sua scelta di “divorziare” dalla vita attraverso un suicidio assistito. Nikitin mette insieme la difficile scelta di suo padre con la storia del suo coming out da gay e crea una serata teatrale sul nostro "essere in pubblico". Un capolavoro quello Kornél Mundruczó regista di cinema e teatro. Un evento poetico e politico.


Imitation of Life - Proton Theatre / Kornél Mundruczò

Imitation of Life e uno sguardo lucido sulle contraddizioni di una società – ungherese e non solo – in cui prevale ogni forma di discriminazione Winter Family con la israeliana Ruth Rosenthal ci descrive H2 l'area amministrata da Israele nella città palestinese di Hebron. Shuhada Street, l'arteria principale, oggi e una strada fantasma dove destini e narrazioni si intersecano. Dalla sfavillante Corea del Sud, Jaha Koo artista autoctono, da una toccante lettura sulla tragedia di una vita solitaria in una società completamente tecnologizzata. Il Sud Africa di Rudi van der Merwe, il suo ritorno a Calvinia dove esplora come la città si occupa della realta post-apartheid e della grave disuguaglianza e violenza riscontrata in tutte le citta del Sud Africa. La Spagna di Franco. Quella Spagna che ha permesso "all'uomo solo al comando" di rubare sotto gli occhi di tutti 300mila bambini alle loro mamme per darli in adozione a famiglie amiche del regime. Politik der Blicke. I lupi, ritornano sulle Alpi a cercare salvezza sulle cime.

Noi ci "vestiamo" della sua metafora, per attraversare, come in un viaggio iniziatico, questi giorni del non amore, verso un futuro capace di nuovi sguardi.

www.fitfestival.ch